Quota sociale €25 o possibili donazioni libere: IBAN: IT08J0306909606100000178064
….morto all'arresto
LEONE SINIGAGLIA (1868-16 maggio 1944) fa studi musicali a Torino, Vienna e alla fine a Praga con Antonin Dvořák, cui si ispira nel lavoro sulla sua musica tradizionale piemontese. A partire dal suo ritorno, 33enne, a Torino nel 1901, e per circa i dieci anni successivi, Sinigaglia trascrive un'enorme quantità di canti popolari arcaici, circa 500, provenienti dalla tradizione orale, in gran parte raccolti dalla viva voce dei contadini sulla collina di Cavoretto.
Nel 1920 Leone Sinigaglia riassume il progetto di raccolta sul campo, vicino Torino:
„Un giorno d'estate 1902, sui Colli di Cavoretto, udii una contadina cantare una così bella canzone che ne rimasi colpito, e pensai che ricchezze nel campo di folklore musicale piemontese. Il libro di Costantino Nigra [i.e. 'Canti popolari del Piemonte', 1888] mi riuscì di molto aiuto in queste indagini. Leggendo il primo verso delle poesie alle contadine da me interrogate, sovente riuscivo, a poco a poco, a ridestare in loro il ricordo della melodia. (…) Queste canzoni erano quasi tutte dimenticate; non si cantavano più, salvo talora nelle lunghe veglie invernali. (…) È sovente difficile – nelle donne di tarda età – discernere a traverso il tremoglio della malsicura cantilena il segno chiaro del tema e la linea ritmica, interrotta soventa da „corone“ di carattere volontario e personale. Non potei pubblicare parecchie belle melodie, causa la mancanza di una strofe o di qualque verso. Non approvo i 'restauri' anche se ben fatti. La prima qualità che si richiede in chi raccoglie poesia e musica delle vecchie canzoni popolari, è l'onestà artistica spinta fino allo scrupolo...“
Sinigaglia arrangia alcuni di essi in una versione per canto e pianoforte che molto risente del linguaggio della lirica da camera di area tedesca di fine Ottocento: nascono così le Vecchie canzoni popolari del Piemonte (pubblicate inizialmente a Lipsia da Breitkopf & Härtel nel 1914 in numero di dodici, in due fascicoli, successivamente incrementate con un terzo e quarto fascicolo nel 1921 e con un quinto e sesto fascicolo nel 1927), per un totale di 36 canzoni.
Accanto a questa raccolta, per la quale il nome di Sinigaglia è ricordato ancora oggi, altre sue composizioni del medesimo periodo recano la traccia di un profondo amore per l'anima musicale della sua regione, come troviamo ad esempio nella Rapsodia piemontese (1900), nelle due Danze piemontesi op. 31 (1905) e nella Suite per orchestra "Piemonte" (1909), lavori questi ultimi cui è strettamente legato il nome di Arturo Toscanini, il quale li eseguì frequentemente.
Del grande alpinista e attivista del C.A.I. si leggono i “Ricordi alpini delle Dolomiti (1893)” (Torino : Club alpino italiano, 1894) e - in riedizione - „Ricordi di arrampicate nelle Dolomiti : 1893-1895” Cortina d'Ampezzo: La Cooperativa di Cortina, 2003, quest'ultimo tradotto in inglese già in 1896 a Londra.
La sua produttività diminuì progressivamente nei decenni successivi, mentre l'Europa musicale era attraversata da venti di grande cambiamento. La sua esistenza era destinata a concludersi in maniera tragica durante il secondo conflitto mondiale: l'origine ebraica lo rese oggetto delle persecuzioni della polizia nazista che occupava Torino durante il 1944; al momento dell'arresto una sincope ne causò la morte.
Leone Sinigaglia e la sua sua sorella Aline erano solo due dei 1.386 ebrei arrestati dalla provincia di Torino tra il 1943 e il 1945. Artisti e compositori sono ancora quei perseguitati che, grazie a ricerche come quelle sulla musica reanimata, hanno le migliori possibilità di non essere dimenticati o rimanere senza nome.
La Pietra d’Inciampo dedicata a Leone Sinigaglia si trova posizionata da Gunter Demnig il 17 gennaio 2017 a Torino in piazza Bodoni, davanti al Conservatorio “Giuseppe Verdi”.
Non rimarrà l'unica cosa che Leone Sinigaglia e il suo destino ci ricordano in una (o nella) futura GIORNATA DELLA MEMORIA ITALIANA.
Domenica 16 ottobre 2022 - ore 18
Florian Metateatro, Pescara
Monografia su
Leone SINIGAGLIA | 1868-16 maggio 1944 Torino
- a cura di Benno Schnatz -
con letture da suoi
RICORDI DI ARRAMPICATE NELLE DOLOMITI 1893-1895” (ed. 1896/ingl. 1898)
...Vienna 1894...
Intermezzo op. 13/2 (ed. 1902)
Schubert-Variationen op. 19 (1899) arr. flauto e pianoforte
...Praga 1900...
Drei kleine Stücke op. 25 (1900) ... “ad Arrigo Serato”
II. Capriccio all'antica - III. Bagatelle - IV. Saltarello
...Torino 1901...
Sonata per violino e pianoforte op. 44 (1936)
II. Adagio
Romanze op. 29 (ed. 1906) … “alla memoria del mio padre”
Rapsodia piemontese op. 26 (1902) … “ad Antonin Dvořak”
letture dal volume "16 OTTOBRE 1943" di GIACOMO DEBENEDETTI
e da SHAKESPEARE, BRECHT, PRIMO LEVI
Ingresso su prenotazione e biglietto 5 euro
Nell’Università “G. D’Annunzio” di Chieti-Pescara Enzo Fimiani è professore associato di Storia contemporanea e Storia della comunicazione globale, dopo essere stato a lungo, nel medesimo Ateneo, responsabile del Personale tecnico-amministrativo e coordinatore del Sistema bibliotecario. Interviene regolarmente in convegni di studio, partecipa a ricerche nazionali, coordina progetti di ricerca, è membro di comitati scientifici in istituzioni ed enti di ricerca nazionali, fa parte del direttivo nazionale della Sissco – Società italiana per lo studio della storia contemporanea e del Consiglio di indirizzo dell’Istituto nazionale “Ferruccio Parri”, Rete degli istituti per la storia della Resistenza e dell’Italia contemporanea. Autore di oltre centocinquanta pubblicazioni tra volumi, saggi, articoli, tra le quali il volume monografico: “L’unanimità più uno”: plebisciti e potere, una storia europea (secoli XVIII-XX), Firenze, Le Monnier, 2017, e le curatele scientifiche di: La partecipazione del Mezzogiorno alla Liberazione d’Italia (1943-1945), Firenze, Le Monnier, 2016; Dal fascismo alla Repubblica: quanta continuità? Numeri, questioni, biografie, Roma, Viella, 2019; L’Italia repubblicana. Costruzione, consolidamento, trasformazioni. Volume I: Il primo ventennio democratico (1946-1966), Roma, Viella, 2020.
Benno SCHNATZ,
Organista e musicologo, laureato in Musicologia e Educazione Musicale presso la Universität der Künste Berlin e in Romanistica (lingua e letteratura francese) con l'abilitazione per l'insegnamento nei licei. Si è poi specializzato in Management e Economia Culturale, Pedagogia e comunicazione del concerto, Management dell'orchestra e Giornalismo musicale. E stato - per incarico della Sovrintendenza Federale per la Cultura e i Media - Direttore dell'Archivio Musicale (fondo storico XX° secolo della Künstlergilde) a Ratisbona, Referente della Musica e Direttore Artistico del Premio Stamitz di Composizione. Curatore di concerti e produzioni discografiche e realizzatore di varie monografie musicologiche per diverse emittenti radiofoniche nazionali (su Charles Koechlin, Darius Milhaud, Nadia Boulanger, il francomarocchino Ahmed Essyad, sulla Cultura Musicale Operaia 1848-1933; sulla Musica della Grande Guerra e della Resistenza Francese; su Ignazio Silone e la musica ed altro...). Ha collaborato - con gli Istituti Italiani di Cultura (Colonia, Amburgo...) e il Teatro Astra (Bolzano) per la celebrazione dei 500 anni della Riforma Luterana ('Il corale nella musica del novecento e contemporanea'); con la Fondazione “Isabella Scelsi” (Roma); con il Premio Internazionale “Ignazio Silone” 2018 (Pescina) per un saggio su Silone nell'opera di Hanns Eisler. - Direttore artistico dell'Associazione Culturale A.R.I.A. e ideatore del progetto MUSICA NELLE CASE D'ABRUZZO
Lorenza Summonte
si è diplomata al Conservatorio S. Cecilia di Roma nel 1978 sotto la guida del M° A. Persichilli. Particolarmente appassionata della musica d'insieme ha fondato e fatto parte di innumerevoli gruppi nelle più svariate formazioni, spaziando dalla musica rinascimentale e barocca fino alla musica contemporanea. Finalista e vincitrice in diversi concorsi per orchestra ha suonato come 1° flauto nelle orchestre del Teatro M. Bellini di Catania, dell'Istituzione Sinfonica Abruzzese dell'Aquila, dell'Accademia Musicale Pescarese, e svariate altre, sotto la bacchetta di rinomati direttori, collaborando con solisti di fama mondiale ed esibendosi anche come solista e partecipando a registrazioni RAI e private. Ha tenuto concerti in Italia e
all'estero. Laureata in Musicologia, dal 1980 è titolare della cattedra di Flauto presso il Conservatorio L. D'Annunzio di Pescara, col quale collabora per le produzioni Sinfoniche e Cameristiche, e dove con gli alunni porta avanti l’ensemble di flauti e fagotto Canone inverso.
Piero Binchi dopo aver compiuto gli studi al Conservatorio “L. Cherubini” di Firenze si è perfezionato alla Scuola di Musica di Fiesole con Carlo Chiarappa per il violino, con Norbert Brainin e il Trio di Trieste nonché con Gérard Wyss all’Accademia di Basilea per la Musica da Camera.
Svolge attività concertistica soprattutto in formazioni cameristiche che vanno dal duo al quintetto al complesso da camera, con un repertorio che spazia dalla musica barocca a quella del XX secolo esibendosi, oltre che in Italia, anche in Francia, Germania, Austria, Venezuela e Argentina.
Ha collaborato, come violino di spalla, con numerose orchestre da camera (Officina Musicale Italiana, Ensemble Malipiero, Orchestra da Camera di Lecce). Dal 1990 al 1993 è stato violino di spalla dell’Orchestra da Camera di Caserta; ha collaborato anche con l’Orchestra Filarmonica Marchigiana, nella quale è stato primo violino del gruppo d’archi; dal 1993 al 2000 è stato violino di spalla nell’Orchestra
Sinfonica di Pescara
E’ stato docente di violino presso il Conservatorio “Luisa D’Annunzio” di Pescara.
Alessandro Tenaglia ha conseguito il Diploma di Pianoforte presso il Conservatorio "Luisa D'Annunzio" di Pescara, la Laurea in Filosofia (con lode) presso l'Università "Gabriele D'Annunzio" di Chieti, la Laurea in Scienze Bibliche e Teologiche (con lode) presso la Facoltà Valdese di Teologia di Roma.
Ha studiato con Isabella Crisante e con Luciano Cerroni, e anche con Dario De Rosa, Gerard Wyss, Carlo Chiarappa, Malcolm King, Marcel Couraud.
Ha suonato come solista e in varie formazioni cameristiche in molte delle principali città italiane (Roma, Milano, Firenze, Venezia, Torino, Trieste, Bolzano, Trento, Padova, Vicenza, L’Aquila, Pescara, Campobasso, Foggia, Cremona, Pesaro, Mantova, Cosenza, ...) e all'estero (Bonn, Colonia, Amburgo; Ankara) dedicandosi prevalentemente al repertorio cameristico in tutte le formazioni dal duo al quintetto con archi e fiati, e poi specificamente al repertorio liederistico.
Ha inciso due cd per Velut Luna e uno per Ensemble Novecento-Diastema,
Ha registrato per RAI - RADIO 3 nazionale.
Da sempre si dedica alla scrittura, pubblicando, oltre a vari saggi brevi e articoli, vari volumi anche in ambito narrativo:
- Waldemar (romanzo), Libertà Edizioni, Lucca 2021
- L'aldilà è un soppalco - Uno sguardo teologico - e non solo - sull'opera di Paolo Sorrentino fino a "The young Pope", La Tana dell'Orso, 2019
- La Voce di Mignon-viaggi nel canto tra Goethe e Schubert (romanzo),
Ensemble Novecento-Diastema-Treviso 1999 (seconda edizione riveduta per Diastema-Treviso 2017) "MENZIONE SPECIALE Premio Via di Ripetta in Roma 2000).-
Il vangelo secondo Stephen King (saggio), Claudiana-Torino, 2016
- Il periodo deve essere breve (racconti), Lulu, 2013
Come traduttore:
- Maria Nicolai Paynter - Ignazio Silone e Marcel Fleischmann - Amicizia e Libertà, Carabba, 2018.
Ha ricevuto il premio "Fontamara-che fare?" 2019 del Centro Studi Internzionale Ignazio Silone di Pescina.
Vincitore di concorso nazionale per esami e titoli, ricopre attualmente la Cattedra di Musica da Camera presso il Conservatorio "Tomadini" di Udine.
Ha inoltre vinto concorsi nazionali a cattedre anche per gli insegnamenti di
- Letteratura poetica e drammatica bei Conservatori di Musica
- Letteratura Italiana nei Conservatori di Musica
- Storia della Musica presso L'Accademia Nazionale di Arte Drammatica
“Silvio D'Amico” di Roma
- Storia della Musica presso l'Accademia Nazionale di Danza di Roma
Giulia Basel, attrice, regista, dramaturga e direttrice artistica
Dopo aver conseguito la maturità classica al Liceo Ginnasio-Giulio Cesare di Roma, si laurea in Giurisprudenza all’Alma Mater Studiorum di Bologna, le due città nelle quali ha luogo anche la sua poliedrica formazione artistica. Nel 1978 fonda la Compagnia Florian che conduce con Massimo Vellaccio, nella quale convoglia le sue energie ed alla cui Direzione Artistica si dedica ininterrottamente da oltre 40 anni. Come Direttrice Artistica nella stagione 1987/88, dà vita al progetto che segnerà una svolta fondamentale nel percorso della Compagnia Florian: il progetto “Florian Espace” a Pescara che realizzerà il passaggio da pura compagnia di ricerca e sperimentazione a realtà inserita stabilmente in un territorio geografico di riferimento, gettando così le basi per la costruzione di un Centro di Produzione e Promozione Teatrale in Abruzzo. Dal 1988 è dunque direttrice artistica anche delle tante manifestazioni, programmazioni teatrali e rassegne di teatro, musica, danza, e delle innumerevoli iniziative culturali di arte, letteratura, video, incontri, dibattiti, laboratori, seminari che hanno avuto luogo nei teatri e negli spazi direttamente gestiti (il Florian Espace, lo Spazio Alici e il Teatro Michetti a Pescara; il Teatro Comunale di Pratola Peligna, l’Auditorium Flaiano, il Teatro Comunale di Città Sant’Angelo) ed in luoghi della città quali il Teatro D’Annunzio, l’Aurum, il Museo delle Genti d’Abruzzo,il Museo Treccia-Paparella, Il Museo Cascella, lo Spazio Matta con i quali vi è un rapporto di collaborazione continuativa. Dal 2015 promuove e dirige Scenari Europei un giovane festival. E’ stata membro del consiglio direttivo nazionale della Tedarco-AGIS dal 1997 al 1999. Ha fatto parte del Forum della Cultura del Comune di Pescara, del Consiglio di indirizzo della Gestione Culturali Fondazione PescarAbruzzo, del Comitato ristretto per la riforma della Legge Regionale n.91.Dal 2015, anno della fondazione fino allo scioglimento nel 2020 , è nel direttivo della RCA-Rete Cultura Abruzzo che unisce le 14 Istituzioni Abruzzesi dello Spettacolo dal Vivo riconosciute dal Ministero. Negli ultimi anni si è impegnata sempre di più nella direzione artistica con uno sguardo molto attento alle generazioni più giovani: dal 2003 è ripetutamente membro dell’Osservatorio Critico Nazionale del Premio Scenario, di cui il Florian è socio dal 2002, dal 2011 partecipa in qualità di copromotrice e selezionatrice al Festival Palla al Centro-vetrina del teatro ragazzi del Centro Italia dal 2017 è nella giuria del Premio Otello Sarzi. Nel 2019 è stata insignita del Premio Cetteo/Delfino d’Oro, massima onoreficenza della Città di Pescara ai suoi cittadini illustri, per “la sperimentazione che ha apportato nella nostra città quale interprete raffinata che ha saputo intercettare i linguaggi della contemporaneità scrivendo una storia esaltante che è diventata anche una pagina importante della storia culturale di Pescara..” Come artista è attrice protagonista di moltissimi spettacoli della Compagnia, dei quali ha curato spesso anche la parte visiva (scene, costumi, disegno luci), la drammaturgia e negli ultimi anni anche la regia. Come attrice ha lavorato più volte anche con altre compagnie in Italia e all’estero. Tra i suoi spettacoli da interprete protagonista ricordiamo: “Fascino-Luisa Ferida e Osvaldo Valenti” di Gian Marco Montesano presentazione di Jean Baudrillard; “Erzsebet” oratorio contemporaneo del M° Silvio Feliciani; “Paradis” di Philippe Sollers; “Il Caso Papaleo” di Ennio Flaiano; “Taide” dal romanzo di Anatole France di cui ha curato anche la drammaturgia: “Visita ai parenti” progetto e regia di Walter Manfrè su testi di Aldo Nicolaj; “Interrogatorio a Maria”di Giovanni Testori; “Felliniana” e “Città invisibili” regia di Pino Di Buduo; “Così è (se vi pare)”di Luigi Pirandello nel ruolo della Signora Frola; “dei Dialoghi delle Carmelitane” di Georges Bernanos; “I giganti della montagna” di Luigi Pirandello; “Sogno dannuziano”, di cui ha curato anche la drammaturgia su testi di Gabriele D’Annunzio; “L’Impresario teatrale” (Der Schauspieldirektor) Commedia con musica in un atto di Wolfgang Amadeus Mozart; “Era una notte che pioveva” realizzato a quattro mani con Gian Marco Montesano per il Centenario della prima guerra mondiale; “Sei donne appassionate” di Mario Fratti, regia di Vincenzo Manna coproduzione col Dramma Italiano del Teatro Nazionale Croato di Fiume. Come regista ha messo in scena lavori quali “La locandiera” di Carlo Goldoni, “Il Fuoco opera da camera” di Stefano Taglietti, dal romanzo di Gabriele d’Annunzio, “Bagno Borbonico” di cui è anche autrice, “Metis – il multiforme ingegno di Ulisse” dall’Odissea, di cui ha curato la regia e la drammaturgia, “Tutto fu ambito e tutto fu tentato-d’Annunzio a Fiume”, “Voci della Memoria” e “Quell’Italia di là dal Mare”, tre recenti lavori di cui ha curato regia e drammaturgia oltre che essere nel cast come interprete. Ha recitato in diverse occasioni all’estero, in paesi quali Canada, Svezia, Belgio, Danimarca, Francia, Austria, Brasile, Croazia, Slovenia.
Umberto Marchesani, attore
Si forma all' Accademia Sperimentale del Teatro Marrucino nel 1987-90. Ha inoltre seguito seminari con Ingemar Lindh, Ferruccio Soleri, l'Accademia degli Artefatti, Marcello Sambati, Marco Baliani, Remondi e Caporossi, Bruce Myers. Partecipa nel 2013 a ”I cantieri dell’immaginario”, nello spettacolo tratto da ”Le citta invisibili di Italo Calvino”, regia di Enzo Vetrano e Stefano Randisi. La sua carriera è legata alle numerose produzioni del Florian alle quali ha preso parte, tra cuiu “La Locandiera” 2011, “Le stanze di Cechov” (come regista e attore) 2013, i "Giganti della Montagna" regia di Claudio di Scanno. Ha lavorato con Gian Marco Montesano in "Kazak", con Claudio Collovà in "Nuvole". Ha recitato in diversi spettacoli con la regia Walter Manfrè, quali il "Sogno di una notte di mezza estate", l' "Eneide", "Gli ultimi giorni di Pescara", "Così è (se vi pare)", "La confessione". E' tra i protagonisti di "Luce da luce", performance del Florian TSI realizzata nell' ambito della rassegna di arti visive, curata da Achille Bonito Oliva, "Le opere e i giorni" alla Certosa di Padula (Salerno). Recita inoltre in "Pseudolo" di Plauto per la regia di Sabatino Ciocca, nel 1999. Ottiene il Premio come Miglior Attore Non Protagonista con lo spettacolo "Eilean mor" al Teatro Furio Camillo di Roma, nel 1998, nella Rassegna di Drammaturgia Emergente. Come regista porta in scena diversi spettacoli tratti da Pinter, e "La lezione" di Ionesco ed "Il tabacco fa male" “L’Orso” e “Proposta di Matrimonio” di Cechov. E' Aiuto regia di Gian Marco Montesano in "Dialoghi delle carmelitane", produzione del Florian TSI. Tra il 2009 e il 2010 è regista e interprete di Amleto 1.3. Tra gli ultimi lavori è aiuto regista e interprete (nella parte di Ulisse) nel Progetto spettacolo METIS, produzione Florian Tsi regia Giulia Basel. Interpreta Antonio de Cesaris ne “Bagno Borbonico” monologo scritto e diretto da Giulia Basel. Interpreta il vecchio Mago Oscar ne "L'illusionista", regia di GianMarco Montesano e diretto dallo stesso è protagonista del monologo "Il ribelle" di Leonardo Rossi. E' Docente dell' Atelier Espace dal 2000 ad oggi, e in questi anni mette in scena vari spettacoli come:”Vis tragika", "Aspettando Godot", "Romeo e Giulietta", "Antigone", "Mostellaria","Karl Valentin", "Delirio a due". Con gli studenti dell' Università di Pescara, facoltà di Lingue e Letterature Straniere, cura la messa in scena dello spettacolo "66, Avenue de l'espoir" nel 1998. Nel 2020 e 21 durante il lockdown, partecipa alle produzioni in streaming realizzate dal Florian Metateatro per Natale “Storie sotto l'albero”, per la Giornata della Memoria della shoa “Voci della memoria”e per la Giornata del Ricordo del'esodo giuliano-dalmata “Quell'Italia di là del mare", ideazioni e regie di Giulia Basel e regia video Alessio Tessitore.
Alessio Tessitore, attore, regista, filmmaker
Nasce a Chieti il 2 aprile 1967. Dopo la Maturità Classica, ha frequentato le facoltà di Ingegneria Elettronica, all’Università ‘La Sapienza’ di Roma; e Lettere e Filosofia, alla ‘D’Annunzio’ di Chieti. Si specializza in ripresa e fotografia audiovisiva allo IAL del Friuli Venezia Giulia (1998), e in recitazione alla scuola del Teatro Marrucino di Chieti (1999/02). Dal 1998 approfondisce la formazione cinematografica con Giuseppe Lanci, Jean-Luc Slock, Marco Bellocchio, Fabrizio Crisafulli; quella teatrale con Carlos Alsina, Moni Ovadia, Mamadou Dioumé, Ascanio Celestini, Domenico Castaldo, Marco Baliani, Leris Colombaioni, Bruce Myers, Chiara Guidi, Jairo Cuesta e Jim Slowiak, Oskaras Koršunovas. In teatro attore tra gli altri in: Così è se vi pare di L.Pirandello, regia di Walter Manfrè; nel ruolo del cavaliere ne La Locandiera di C. Goldoni, regia Giulia Basel; L’Opera dello Straccione di V.Havel, Morte nella Notte di Natale di F.X. Kroetz, La Figlia di Iorio di G.D’Annunzio, Pseudolo di Plauto, Sei Personaggi in Cerca d’Autore di Pirandello, La Voce dei Silenzi con la regia di Sabatino Ciocca. Per il Florian Metateatro ha realizzato la regia e drammaturgia di Ti stavo Aspettando; e anche per il teatro ragazzi di Doralinda e la bellezza perduta, Vorrei-storia di un pesciolino d’oro, Maldanno. Lo spettacolo La Bell’addormentata, che ha scritto e interpreta, ha raggiunto i 10 anni di tournée in Italia. Regista e filmaker, tra gli altri i documentari: Se vi piace ascoltare Francesco Giuliani pastore; Una storia Lenta; Alina la donna bionica; Edoardo l’uomo delle pietre; Myles la sentinella. Ha curato tra gli altri riprese e fotografia dei documentari: John Fante, profilo di scrittore di G.Di Lello; La Palestra di F.Calandra; Viaggio in Inverno di Vuolo eTuzi; La Guerra in casa, di F.Franceschelli. Dal 1999 è formatore di cinema e teatro nelle scuole, dall'infanzia alle superiori, realizzando spettacoli, cortometraggi e film d’animazione. E’ stato fondatore di varie associazioni operanti in ambito culturale, La Galina Caminante, No Hay Banda, DocAb-Documentaristi Abruzzesi; ha ideato e promosso festival e rassegne di cinema, Videos Italiennes Autoproduit, Abruzzo Film Doc, Home Movie Day - Giornata internazionale del Film di Famiglia. Responsabile audiovisivi del Florian Metateatro, cura la programmazione on line dei contenuti. In particolare nel 2021 la regia video degli spettacoli ed eventi in streaming: On Stage - festival del teatro americano in Italia; Le Doralinde, storie di donne nelle arti; Quell’Italia di la’ dal Mare; Voci Della Memoria. Realizza i trailer teatrali delle compagnie ospiti.
Anna Paola Vellaccio, primattrice della compagnia
Laureata con lode al DAMS di Bologna. A 15 anni debutta in teatro in Paradis di Philippe Sollers, per il Florian di Pescara con il quale da allora collabora costantemente, come attrice di punta e in varie mansioni nell'organizzazione. Nel '92 vincitrice di una borsa di Studio Erasmus segue un semestre di studi all'Università Paris VIII di Parigi; nel '99 è ospite per due mesi della San Francisco Mime Troupe di San Francisco seguendo gli allestimenti e la tournée della compagnia. La sua formazione è eterogenea, accanto alla pratica del palcoscenico già da adolescente, studia danza contemporanea con Anouska Brodacz a Pescara; frequenta i corsi di dizione, recitazione, movimento scenico all'Accademia Antoniana di Bologna; segue il Corso di Musical alla Scuola del Balletto di Roma. Tra i vari laboratori teatrali segnala quelli sulla narrazione con Marco Baliani e Roberto Anglisani. Fondamentali per la sua formazione gli incontri con i registi Claudio Collovà e Giorgio Marini e con Geraldine Baron, insegnante dell'Actors Studio che segue nei corsi e laboratori che tiene in Italia dal 2001 al 2008.Tra gli spettacoli che la vedono protagonista: Nadja di Claudio Collovà; La Cerimonia di Giuseppe Manfridi, Le Confessioni e L'Eneide, regie di Walter Manfrè; Dialoghi delle Carmelitane di G. Bernanos, regia di G. M. Montesano; Luce e Fiamma di Valentino Zeichen, regia di Ugo Margio. Per la regia di Giorgio Marini Occhi Felici di Ingeborg Bachmann, I gemelli di Fleur Jaeggy, Il giavellotto dalla punta d'oro di Roberto Calasso (Biennale Teatro di Venezia 2009). Anna Livia Plurabella da Joyce e Nella Pietra di Kristha Wolf, con la regia di Enrico Frattaroli. Diretta da Pippo Di Marca in: Pirandello; Giulietta e Romeo, ovvero complessi bandistici della nobile Verona; L'Imperatore della Cina; La Parte di Bolano: il quinto cavaliere; Vecchi tempi di Harold Pinter e Theatrum Mundi Show, summa poetico-letteraria della cultura occidentale (2018, Teatro India). Ha inoltre lavorato con Fortebraccio Teatro di Roberto Latini in Buio re; con L'Accademia degli Artefatti in Attentati alla vita di lei di Martin Crimp, regia di Fabrizio Arcuri; con Argot Produzioni di Maurizio Panici in Edipo con Edoardo Siravo e Paola Gassman.Nel ruolo della Signora Malfenti recita ne La coscienza di Zeno, regia di Maurizio Scaparro con Giuseppe Pambieri, produzione del Teatro Carcano di Milano che la impegna per due stagioni nel 2013 e 2014 in tournée nei maggiori teatri italiani. Del 2012 è Inverno di Jon Fosse regia di Vincenzo Manna, in cui i due perconaggi, Lui e Lei, sono volti entrambi al femminile, debutto al Festival di Rieti RIC_Rieti Invasioni Creative poi in tournée per tre stagioni e presente al focus su Jon Fosse del Teatro di Roma al Teatro India. Ancora con la regia di Vincenzo Manna nel 2017 è in scena al Teatro Nazionale Ivan Zaic con il Dramma Italiano di Fiume con Sei donne appassionat di Mario Fratti. Sempre nel 2017 La chiave dell’ascensore di Agota Kristof con regia di Fabrizio Arcuri, debutta al festival Quartieri dell'Arte di Viterbo; spettacolo tutt'ora in repertorio, con cui è invitata al Festival delle Eccellenze al Femminile al Teatro Nazionale di Genova nel novembre 2021.Nel 2019 è ospite del Teatro di Roma con il monologo Focus Bolano: Dolores la madre dei poeti al Teatro Torlonia, testo e regia di Pippo Di Marca. Inoltre è nel cast de Doctor Faustus, regia di Carlo Emilio Lerici, con Antonio Salines ed Edoardo Siravo, produzione del Teatro Belli. Con Tutto fu ambito e tutto fu tentato-d’Annunzio a Fiume, drammaturgia e regia di Giulia Basel è presente al Festival Dannunziano di Pescara.Sempre nel '19 con L’uomo più crudele, di Gianmaria Cervo, per il Festival Quartieri dell'Arte di Viterbo, inizia la collaborazione con Gianluca Iumiento che firma la regia anche de L’Asino di Jon Jasper Halle ( già Premio Ibsen per la drammaturgia), in cui è la protagonista in scena con Stefano Sabelli, regia di Gianluca Iumiento, coprodotto da Florian Metateatro di Pescara con Teatro del Loto di Teatri Molisani, con Festival Quartieri dell’Arte di Viterbo e in collaborazione con KHIO di Olso, presentato ad agosto del 2021 in prima mondiale al Festival AstiTeatro in presenza dell'autore. Nel 2020/21, sotto lockdown, è attrice nelle produzioni in streaming realizzate dal Florian Metateatro: per Natale “Storie sotto l'albero”; per la Giornata della Memoria della shoa “Voci della memoria”; per la Giornata del Ricordo del'esodo giuliano-dalmata “Quell'Italia di là del mare" ideazioni e regia di Giulia Basel e regia video Alessio Tessitore. Ha recitato inoltre in cortometraggi, tv (Diritto di difesa, Rai due), cinema (Il siero della vanità di Alex Infascelli, Notizie degli scavi di Emidio Greco) e radio , partecipando a diversi radiodrammi del ciclo Il Consiglio Teatrale, prodotti e trasmessi da RAI RadioTre. Radiodrammi di Giovanni Guareschi con la regia di Marco Baliani, trasmesso in diretta su Rai RadioTre dal Festival del Racconto di Cremona, ideato da Stefano Magagnoli per la Rizzoli edizioni. Hanno scritto su di lei sui maggiori quotidiani italiani recensioni estremamente positive tra gli altri Franco Cordelli, Rodolfo Di Giammarco, Marcantonio Lucidi.