MNC2022

 the story of ferdinad

Alan RIDOUT in Ferdinand (1971) narra col suo accompagnamento di violino solista la celebre storia scritta da Munro Leaf. un toro pacifico, sua madre preoccupata e i suoi Compagni normalmente aggressivi; la musica del violino sembra dipingere gli occhi di calmo bue con lunghi passaggi legati, mentre in altri passaggi scorrevoli e percussivamente articolati fotografa il muggito, lo sbuffare e il calpestare della mandria.

È una parabola sulla Guerra Civile Spagnola e un appello al pacifismo e alla resistenza non violenta.

Il libricino People one ought to know è un meraviglioso documento di collaborazione artistica tra il giovanissimo alunno (Sylvain - disegni) e il suo giovane tutore (Christopher – testo), messo in musica in 1984.

Alan Ridout (Londra 1934 - Caen 1996) è stato allievo di Gordon Jacob e Michael Tippett, tra gli altri, ma anche dell'olandese Henk Badings.

Insegnò alla King's School di Canterbury, dove visse la maggior parte del tempo. Ha scritto musica sacra, orchestrale e da camera, ma soprattutto per bambini e per la Leicestershire Schools Symphony Orchestra (LSSO): Three Pictures of Picasso (1964) e nel 1965b la sua 2° Sinfonia, dedicata al 60° compleanno di Michael Tippett.

Maurice RAVEL (Ciboure 1975 – Parigi 1937) sembrava alla poetessa Colette come uno »scoiattolo« con »belle mani di roditore«, sul collega Stravinsky come un »orologiaio svizzero«. I suoi amici d'infanzia, a loro volta, lo chiamavano »Rara Avis«, l'«uccello raro».

The Complete CatalougueEra davvero un personaggio strano. L'omino basso dalla testa grossa, amico dei bambini, degli animali, dei giocattoli e delle cianfrusaglie, nelle sue composizioni restava propenso verso il piccolo, infantilmente giocoso e fiabesco - ma con il senso dell'operaio di precisione: un tecnico del suono in un Paese delle meraviglie.

Conservava un «carattere infantile» del tutto peculiare: «Il suo regno intellettuale», spiega Stuckenschmidt, «rimase un asilo nido differenziato e raffinato per tutta la vita.»


Arredava la sua minuscola casa vicino a Parigi secondo il vero stile raveliano, personalissimo: con piccoli mobili, false porcellane cinesi, posacenere gotici e usignoli che cinguettano meccanicamente, tabacchiere e libricini, bambole e barche e un enorme calamaio di una cattedrale - un asilo nido pieno di oggetti kitsch economici e colorati. Un incidente stradale nel 1932 rafforzò die disturbi iniziati a partire dal 1927: afasia, alessia e agrafia dal. Fino alla sua morte nel 1937, in seguito ad un'operazione al cervello, ha perso lentamente la sua capacità di parlare e suonare il piano. Il neurologo francese François Boller lo ha descritto così: “Ha perso non la capacità di comporre musica, ha perso la capacità di esprimerla”.

Sylvain Mangeot

Sylvain Mangeot,12, il pittore, con Christopher Isherwood, 21, 1925-26 segretario e precettore dal padre, violonista André Mangeot e del International String Quartet a Londra. 

Nino ROTA occupa, nella storia della musica, una posizione ambivalente. Parallelamente a questo mondo di musica per le immagini, Rota crea un universo altrettanto prismatico destinato alle sale da concerto.

Bambino prodigio lui stesso, compone a 8 anni una favola musicale (Preludio e fuga per pianoforte a 4 mani sulla “Storia del mago doppio”) , a 15 un’ opera comica per la quale si cimenta anche come librettista (Il Principe Porcaro, da una fiaba di Andersen) e molte altre opere ispirate – vista la sua giovane età – a fole e leggende. E sempre gli resteranno cari i temi dell’amore , del gioco, della favola, del circo e dei clown, tutti soggetti che immediatamente ci introducono nell’universo dell’Infanzia, quel supremo stadio della vita in cui tutto appare fascinoso e nel quale per ogni cosa si avverte un’attrazione irresistibile e senza malizia, nell’unica certezza di riuscire a penetrarne il senso e a farlo entrare nel proprio mondo. Quella meravigliosa sicurezza in se stessi che la ragione contribuisce a fiaccare col tempo, nell’Infanzia è regina incontrastata. La facilità con cui Rota compone da piccolo lo accompagnerà sempre. Il suo catalogo è ricco di musica scritta per le sale da concerto che incontreranno il favore del pubblico e dei critici solo fino all’inizio degli Anni Settanta.

Rota – che pure fu allievo di Pizzetti e Casella, nonchè ammiratore ed amico di Stravinsky – parlava un’altra lingua, da tutti ritenuta ormai voce di un passato dal quale ci si sforzava giornalmente di staccarsi per non sostenerne il peso e forse il confronto. Perso il sostegno della critica, poco potè il pubblico. Dopo la sua morte, la bellezza delle pagine “classiche” di Rota è rimasta oscurata, anche in parte dalla fama delle sue “opere cinematografiche”. Eppure la sua musica parla al cuore del pubblico, oggi come allora, e reclama di essere riscoperta per continuare ad evocare quel linguaggio incantato, la lingua della comunicazione franca, senza complicanze armoniche esasperate, la lingua della comunione che la “regina melodia” sa regalare, la lingua di un “Candide” che sgrana gli occhi sul mondo. (Maria Gabriella Bassi)

C’erano già „Sette pezzi difficili per bambini“ (1971) per pianoforte solo: Salti e giochi, Capriccio, Cantilena ('Lullaby'), Le scalette, Grillo notturno, Puccettino nella giungla, L'acrobata....prima dei nostri cinque "Pezzi facili" (1972) per flauto e pianoforte.

 


 

LA VISITA MERAVIGLIOSA: Viaggio in Italia sulle tracce di Nino Rota

Chritopher Isherwood Cormorant

Domenica 11 settembre 2022 - Ore 18
a casa di Cristina ed Emilio a Pescara

PER BAMBINI DI OGNI ETÀ

Alan RIDOUT | 1934 London-1996 Caen

 

Ferdinand (1971) per Narratore* e Violino
Munro Leaf

People one ought to know (1984) per Narratore* e Violino
Nonsense Poems by Christopher Isherwood
illustrati da Sylvain Mangeot 

 

Maurice RAVEL | 1875 -1937

Pavane pour une infante défunte (1899) per flauto e pianoforte 

                                                     .... à Madame la Princesse Edmond de Polignac (1865–1943)

 

Una passeggiata tra le pagine di Gianni RODARI**

 

Nino ROTA | 1911 - 1979

Pezzi facili (1972) per flauto e pianoforte 

   I. La passeggiata di Puccettino

  II. Serenata

  III. Pavana

  IV. La chioccia 

  V. Il soldatino

 

 

Kristina Esekova | violino
Lorenza Summonte | flauto
Alessandro Tenaglia | pianoforte e narrazione*
Antonella De Marco | narrazione* *

 


 

Kristina EsekovaKristina Esekova nata a Nové Zámky in Slovacchia, si è laureata al corso accademico di primo livello a pieni voti al Conservatorio Luisa D’Annunzio di Pescara sotto la guida del Maestro Piero Bianchi, attualmente studentessa del corso accademico di secondo livello nella classe di Maestro Nicola Bignami. Giovanissima vince diversi concorsi nazionali ed internazionali nella Slovacchia, tra quale il concorso di violino Beliczai Gyula, con primo premio nel 2015 e primo premio assoluto nel 2016. Si è formata con diverse orchestre giovanili italiani a partire da 2014, tra quali l’Orchestra Internazionale Giovanile Fedele Fenaroli di Lanciano e L’Orchestra Giovanile Italiana. Collabora con diverse orchestre nazionali giovanili e non, come l’Orchestra dei Conservatori Italiani con quale si è esibita a Dubai per l’occasione dell’EXPO 2020, l’Orchestra Femminile Mediterranea, l’Istituzione Sinfonico Abruzzese. Ricopre dal 2021 il posto di primo violino di spalla nell’Orchestra Sinfonica Tosti di Ortona. Fondatrice ed amministratrice dell’Accademia d’Arte D’Annunzio di Pescara.

 

Lorenza Summonte 02Lorenza Summonte si è diplomata al Conservatorio S. Cecilia di Roma nel 1978 sotto la guida del M° A. Persichilli. Particolarmente appassionata della musica d'insieme ha fondato e fatto parte di innumerevoli gruppi nelle più svariate formazioni, spaziando dalla musica rinascimentale e barocca fino alla musica contemporanea. Finalista e vincitrice in diversi concorsi per orchestra ha suonato come 1° flauto nelle orchestre del Teatro M. Bellini di Catania, dell'Istituzione Sinfonica Abruzzese dell'Aquila, dell'Accademia Musicale Pescarese, e svariate altre, sotto la bacchetta di rinomati direttori, collaborando con solisti di fama mondiale ed esibendosi anche come solista e partecipando a registrazioni RAI e private. Ha tenuto concerti in Italia e
all'estero. Laureata in Musicologia, dal 1980 è titolare della cattedra di Flauto presso il Conservatorio L. D'Annunzio di Pescara, col quale collabora per le produzioni Sinfoniche e Cameristiche, e dove con gli alunni porta avanti l’ensemble di flauti e fagotto Canone inverso.

 

Antonella De Marco 02Antonella De Marco , laureata in giurispridenza, coltiva una specifica passione per la lettura e la narrazione ad alta voce da molti anni, affinate frequentando i seguenti corsi: Corso biennale di formazione teatrale con l’insegnante Marieke Marre; Corso “imparare a raccontare” con Eugenio Allegri - Scuola Holden Torino; Corso “imparare a raccontare” con Gabriele Vacis - Scuola Holden Torino; Laboratorio di “lettura espressiva” con Mario Massari.