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“Sin da ragazzo sono stato attratto dalla musica di Olivier Messiaen; "musicista e ornitologo" come ho trovato in alcune voci enciclopediche. Così, partendo dai suoi lavori meno complessi, sono approdato al ’Catalogue d'oiseaux' e guardarsi intorno è stata la fase successiva. Senza sorpresa ho raccolto decine di pezzi ispirati al canto degli uccelli di tutte le epoche storiche; dai pezzi clavicembalisti alla contemporaneità. Posso affermare con certezza che è uno dei temi che ha attraversato con costanza la storia della musica; significati simbolici e tematici, melodici e ritmici sono alcuni degli elementi che hanno caratterizzato la ricerca dei compositori che, come Messiaen, hanno considerato i suoni della natura come ‘l'unica autentica musica’".
FAUSTO BONGELLI
“Esseri capaci di volare e migrare da un polo all’altro come la sterna codalunga, raggiungere la straordinaria altezza di 11.000 metri in volo come i grifoni e la profondità di 560 metri sott’acqua come i pinguini imperatori; possono essere un tripudio di colori come il pavone o risultare completamente invisibili come una beccaccia; possono essere degli infallibili predatori come i rapaci o dei delicati impollinatori come i colibrì. Pigolano da pulcini e da adulti possono starnazzare se sono anatre, tubare se sono colombi, garrire se sono rondini e cantano producendo con la loro “ugola d’oro” anche due note per volta e comporre canzoni con 260 strofe diverse se sono usignoli. Sono gli uccelli che come noi ereditano geneticamente la voce ma culturalmente le parole.”
ROSARIO BALISTRERI
BENNO SCHNATZ
Molti compositori erano infatuati del canto degli uccelli, in particolare quello dei merli. Ma uno ne era particolarmente pazzo - il berlinese Heinz TIESSEN.
Heinz TIESSEN (1887 Königsberg - 1971 Berlino) era un ammiratore del filosofo Georg Simmel. Nel 1913 e nel 1914 scrisse le sue due sinfonie, che lo resero uno dei più importanti rappresentanti dell'espressionismo in musica. Giá nel 1915, prima che Richard Strauss lo promuovesse come maestro sostituto all'Opera di Berlino nel 1917, Tiessen scrisse il suo Settetto del Merlo op. 20, in cui elaborò vari richiami di merlo e li mise in musica, rendendo questo pezzo uno dei più impressionanti precursori dell'opera di Olivier Messiaen in questo campo. Per tutta la vita Tiessen ha coltivato una passione per il canto degli uccelli, in particolare quello del merlo. Iniziò a condurre una ricerca sistematica sulla struttura dei suoi canti che ha riassunto insieme alle sue esperienze nel volume del 1953 „Musica della Natura“, in cui ha scritto un capitolo di 100 pagine "Sul linguaggio tonale” e "Sulla forma del canto del merlo o tordo (bottaccio) nero”, volume ripubblicato nel 1978 e nel 1989. Al merlo sono dedicati vari brani per pianoforte (op. 18 e 31) e per orchestra (op. 21), ma anche Amselruf: Variazoni per viola e pianoforte op. 43b. Il suo capolavoro è la rapsodia lirica “Il merlo” per soprano e orchestra op. 62 del 1950, basata su cinque poemi del poeta merlofilo Max DAUTHENDEY (1867-1918)
I maschi anche del merlo cantano per due motivi:
Il canto guidato dal testosterone è forse così intrigante per noi a causa della sua connessione alla sfera sessuale? Tiessen (il maestro di Sergiu Celibidache, Josef Tal e Wladimir Vogel) definì l'usignolo un "cantante" e il merlo un "compositore", perchè canta strofe per cinque mesi all'anno ogni giorno fin dall'alba, le esercita tutta la giornata per arrivare infine di sera alla dimostrazione finale.
Ispirato da un merlo nel grande ospedale di Berlino Est, anche Bertolt BRECHT (1898-1956) scrisse una volta in una delle sue ultime poesie - “Quando nella bianca stanza d'ospedale della Charité” (1956) - sulla caducità della natura umana e sulla paura della morte che spesso l'accompagna -
Quando nella bianca stanza d'ospedale della Charité
Mi sono svegliato verso mattina
E ho sentito il merlo,
Sapevo che era meglio. Dopo lungo tempo
Non ho più temuto la morte. Da allora nulla
Può mai farmi fallire, tranne
Che se non io stesso a fallire. Adesso
Sono riuscito ad essere felice
Per ogni canto del merlo anche dopo di me.
Domenica 3 luglio2022 -ore 18
a casa di Walter e Sandra a Civitaquana
Louis Claude DAQUIN | 1694-1772
Le Coucou
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Maurice EMMANUEL | 1862-1938
Le Coucou (1897)
Alessandro POGLIETTI | 1630-1683
Capriccietto sopra il Cu Cu
Aria bizzarra del rossignolo (1677)
Henri DUTILLEUX | 1916-2013
Blackbird (1950)
Olivier MESSIAEN | 1908-1992
Le merle noir (1985)
L'alouette lulu (1956-58)
Louis Claude DAQUIN
L'Hirondelle
Leoš JANÁČEK | 1854-1928
Chiacchieravano come rondini (1912)
Sofia GUBAIDULINA | 1931
The Woodpecker (1969)
Karl-Heinz WAHREN | 1933-2021
Paradiesvogel (1987)
Ezio BOSSO | 1971-2020
Following a bird (2015)
Fausto Bongelli | pianoforte
Rosario Balestrieri | ornitologo
Fausto Bongelli ha presentato opere nei principali Festivals tra i quali: XXI Aspekte Festival al Mozarteum di Salisburgo, Accademia Chigiana di Siena, Musikhochschule Würzburg, Biennale di Venezia, Festival di Cracovia, Angelica di Bologna, Incontri con il compositore di Madrid, Roma Europa Festival, Fondazione Cini Venezia, Università di Leon, Milano Musica, Rassegna di Nuova Musica di Macerata, Incontri Musicali Romani, Settembre Musica di Torino, Nuovi Spazi Musicali etc.
Ha effettuato tournée in Austria, Germania, Spagna, Croazia, Francia, Ungheria, Finlandia, Turchia, Cina, Stati Uniti, Polonia e sue esecuzioni sono state trasmesse dalla Rai, Radio National de España, WDR/Radio Colonia e Radio Saarbrücken-Germania, Klassikaraadio Estonia, Radio Charts-Canada, YLE radio Finland, Radio National - Messico, New Classical Radio-Tennessee (Usa), Radio Belga, Radio France e Radio Svizzera-Italiana, China International.
Ha registrato 33 CD per le case discografiche Naxos, Wergo/Schott (Germania), New Albion (USA), Col legno (Austria), RCA (Spagna), Ricordi, Stradivarius, Rai-Trade, Vdm, Edipan.
È autore del libro “Pianoforte e Isometria - fisiologia, tecnica pianistica, esercizi” (2005) che ha suscitato notevole interesse per i concetti innovativi e per la particolare visione dell'approccio muscolare della tecnica pianistica.
Rosario Balestrieri, Naturalista – Ornitologo, il 2 gennaio del 1998 all’età di 15 anni si perde nel bosco sul fondo di un vulcano, il Cratere degli Astroni in provincia di Napoli, per provare a fotografare degli uccelli rari. Viene recuperato dal personale della Riserva che lo invita a tornare in veste di volontario per il Centro di Recupero Animali Selvatici in cui lavorerà fino al 2005. Nel 2001 si iscrive a Scienze Naturali presso la Federico II di Napoli dove si laurea con 110 e lode e contemporaneamente consegue il tesserino di giornalista pubblicista. Per studiare la migrazione degli uccelli intraprende il percorso da Inanellatore, professionalità riconosciuta dall’ISPRA che gli consente di marcare gli uccelli per studiarne gli spostamenti.
Ha un dottorato di Ricerca in Ecologia Forestale conseguito presso l’Università di Viterbo e per molti anni si è occupato presso l’Istituto di Biologia Agro-ambientale e Forestale del Consiglio Nazionale delle Ricerche (Roma) delle minacce degli uccelli in ambiente boschivo.
Da sempre impegnato nella tutela dell’ambiente e dell’avifauna ha iniziato a partecipare ai primi campi di antibracconaggio sullo stretto di Messina non appena maggiorenne (nel 2001) dove ha trascorso diversi anni a difendere i falchi dalle fucilate dei bracconieri. Dal 2016 approfondisce la tematica dell’omosessualità del regno animale ed attualmente si occupa di divulgazione scientifica presso la Stazione Zoologica “Anton Dohrn” www.szn.it.
Autore di vari articoli su riviste scientifiche internazionali e numerosi contribuiti scientifico-divulgativi. Ha una rubrica a Radio Popolare per insegnare a riconoscere i canti degli uccelli ai radioascoltatori.